Stefano Galli completa con successo anche il corso di marketing digitale di Google

Stefano Galli completa con successo anche il corso di marketing digitale di Google

Stefano Galli, dopo essersi certificato come social media consultant nel 2012, supera con successo anche il corso di marketing digitale di Google.

Il 17 maggio 2018, a completamento delle competenze acquisite attraverso la certificazione come social media consultant (primo a Bologna e fra i primi in Italia), Stefano Galli ottiene l’attestato di partecipazione al corso di marketing digitale di Google, superando con successo i vari test intermedi e quello finale.

Digital Garage Certificate

 

“È stato un percorso interessante, ampio, ricco di spunti ma impegnativo, vista la sua lunghezza: 106 lezioni di digital marketing relative a 26 argomenti, con relativi test, che spaziano dal ‘come farsi trovare online a livello globale’ a ‘come raggiungere i propri potenziali clienti con la pubblicità nel web’.

Come mi piace sottolineare sempre, è davvero un piacere concludere un percorso, che tuttavia non rappresenta la fine ma, al contrario, l’inizio di un altro cammino e la possibilità di aggiungere nuove competenze e spunti di riflessione da condividere con le nostre aziende clienti e con i nostri studenti.” [Stefano Galli]
Se pensi che la tua azienda abbia necessità di sviluppare un approccio al marketing digitale integrato all’interno di una strategia di marketing più ampia, contattaci per un incontro conoscitivo gratuito.

Istituto Artigianelli di Trento: I docenti a scuola di Webcopywriting e Webmarketing

Istituto Artigianelli di Trento: I docenti a scuola di Webcopywriting e Webmarketing

Venerdì 20 e Sabato 21 aprile 2018 i docenti della scuola Artigianelli di Trento, con il docente Stefano Galli di S4P Marketing In Action, si sono scambiati esperienze, punti di vista e strategie sui temi del webcopywriting e del webmarketing.
È sempre un piacere vedere professionisti, navigati e di grande esperienza, molto motivati nel cimentarsi e sperimentarsi con nuove “materie” e con nuove sfide, soprattutto se queste avvengono durante dei fine settimana assolati, che normalmente porterebbero la maggior parte delle persone verso luoghi più ameni.
Un grazie dunque per l’opportunità sia alla scuola Artigianelli di Trento sia a tutti i docenti per la numerosa partecipazione, per la squisita interazione e per l’eccellente organizzazione.
Stefano Galli #Digitalimmigrant 😉

Se anche la tua scuola mira a rimanere aggiornata sui temi del webcopywriting e del webmarketing, contattaci.

 

 

 

Come funziona l’asta di Google Adwords

Come funziona l’asta di Google Adwords

Comprendere come funziona l’asta di Google Adwords

Oggi cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su come funziona l’asta di Google Adwords.
In particolare, grazie alla testimonianza di Hal Varian Chief Economist di Google, cercheremo di capire come Google valuta gli annunci pubblicitari, come ne determina il posizionamento e quanto gli inserzionisti devono pagare effettivamente (Cost Per Click).
Per comprendere come “ragiona” Google Adwords conviene considerare gli attori in gioco e le loro esigenze: da un lato ci sono gli inserzionisti (aziende) che vogliono promuovere le loro attività in modo efficace e, dall’altro, ci sono gli utenti che vogliono ottenere risultati di ricerca utili per soddisfare le loro necessità.
Google intende soddisfare entrambi cercando di fornire i migliori risultati agli utenti finali e supportando gli inserzionisti nella realizzazione di annunci promozionali performanti. Così, sia gli utenti finali che le aziende, se saranno soddisfatti, continueranno ad utilizzare Google.
Per definire la “classifica” degli annunci pubblicitari che competono sulle stesse parole chiave, Google utilizza due parametri fondamentali:

  1. il Cost per Click (CPC) max cioè l’investimento massimo che l’inserzionista è disposto a spendere per ogni click su una determinata parola chiave;
  2. il Quality Score cioè il “Punteggio di Qualità” che Google attribuisce ad ogni annuncio sulla base di tre aspetti chiave, che elenchiamo in ordine decrescente di importanza:
    1. CTR (Click-Through Rate) ossia il rapporto fra il numero di volte che l’annuncio viene pubblicato e i click che effettivamente riceve dagli utenti;
    2. Relevancy – ossia la pertinenza delle keyword con l’annuncio pubblicitario;
    3. Landing page quality – ossia la qualità della pagina di destinazione (atterraggio) dell’annuncio promozionale.

Il Quality Score moltiplicato per il CPC max dà origine all’ Ad Rank ossia alla “Classifica degli annunci pubblicitari”.
Sotto, a titolo esemplificativo mostriamo l’esempio che propone nel video Hal Varian. Immaginiamo di avere quattro inserzionisti X, Y, Z e W che hanno deciso di destinare un CPC max rispettivamente di 4,00 €, 3,00 €, 2,00 € e 1,00 €. In assenza di altre informazioni, si sarebbe portati a pensare che sarà l’inserzionista “X” ad ottenere il primo posto, visto il budget destinato. Ma Google, per cercare di soddisfare al meglio i propri utenti, prende in considerazione anche la qualità dell’annuncio stesso, rappresentata dal “Quality Score”. Così facendo la reale classifica degli annunci è determinata dalla moltiplicazione del CPC max per il Quality Score.

 

Tabella 1 – Esempio di classifica annunci su Google AdWords

L’annuncio che Google premierà e metterà al primo posto quindi sarà quello dell’inserzionista “Z” che, pur avendo destinato un budget inferiore a quello del 50% degli inserzionisti ottiene, grazie ad un livello di qualità dell’annuncio medio alto, il punteggio migliore.
Nell’esempio riportato in tabella 1 l’inserzionista “X”, nonostante abbia destinato il budget più alto, viene escluso dalla competizione a causa della bassissima qualità dell’annuncio pubblicitario.

Quanto ogni inserzionista paga effettivamente per i click ricevuti?

Il costo sostenuto da ogni inserzionista è determinato dalla seguente equazione:

Figura 1 – Equazione per calcolare il Costo effettivo per click

Sapendo che il Prezzo(inserzionista 1) altro non è che il Costo per Click, risolviamo l’equazione ed otteniamo:

Figura 2 – Equazione risolta per calcolare il Costo effettivo per Click

 

Ora proviamo ad applicare la formula ad un esempio in cui ci sono tre inserzionisti “K”, “J” e “P” che hanno destinato tutti lo stesso CPC max, ma hanno ottenuto diversi punteggi di qualità. Utilizzando la formula riportata sopra (figura 2) otteniamo che il Costo per Click effettivo pagato dall’inserzionista “K” sarà di 3,00 € e quello dell’inserzionista “J” di 2,00 €.

Tabella 2 – Esempio di calcolo del Costo Effettivo per Click

 

Ma allora questo significa che, aumentando la qualità degli annunci, diminuisce il Costo per Click che l’inserzionista dovrà pagare. Infatti, se l’inserzionista 1 portasse la qualità del suo annuncio a 10 spenderebbe 24/10 = 2,40 € invece di 3,00 € con un risparmio del 20%.
Ma ora sentiamo dalla viva voce di Hal Varian, Chief Economist di Google, come funziona l’asta di AdWords, il video è un po’ lungo, ma ne vale la pena.

Siamo molto grati ad Hal Varian, per averci aiutato a comprendere meglio come funziona Google Adwords, ma anche per averci spiegato come poter risparmiare realizzando annunci pubblicitari migliori 😉

Speriamo che queste informazioni siano state utili a te come lo sono state a noi. Facci sapere.

A presto.

Google non considera il meta tag “keywords” nel posizionamento naturale

Google non considera il meta tag “keywords” nel posizionamento naturale

Il motore di ricerca “Google” checché se ne dica, ha smesso da tempo di utilizzare il meta tagkeywords” (parole chiave) per il posizionamento naturale delle pagine web. Per quale motivo? Il motivo principale è stato il cattivo utilizzo di questo meta tag da parte degli spammer, che per lungo tempo hanno abusato del meta tag “parole chiave” al fine di ingannare i motori di ricerca. Risultato: Google, per il posizionamento nei risultati di ricerca, non prende per niente in considerazione il meta tag “keywords“!

Ciò non significa che Google non consideri altri meta tag per il posizionamento nei risultati di ricerca, come ad esempio il meta tag “description“. Quest’ultimo meta tag, infatti, viene utilizzato dal motore di ricerca per presentare un’anteprima delle pagine web negli snippets, ossia in quelle poche righe che appaio sotto ogni risultato di ricerca.

S4p Marketing – Snippets

Ma sentiamo dalla viva voce di Matt Cutts, Ingegnere informatico di Google, se e come viene utilizzato il meta tag “keywords” per il posizionamento naturale nei risultati di ricerca (SERP).

Grazie mille Cutts, messaggio ricevuto!

 

Come funziona il motore di ricerca Google (basics)

Come funziona il motore di ricerca Google (basics)

Una delle chiavi del web marketing è capire come funzionano i motori di ricerca.

Il funzionamento dei motori di ricerca assomiglia a quello di una biblioteca.

A noi piace pensare al motore di ricerca come ad un bibliotecario virtuale che “scandaglia” il web alla ricerca di nuovi titoli “pagine” che esamina e cataloga (indicizza).

Il motore di ricerca Google, volendo fornire ai lettori (internauti) pagine adatte ai loro gusti e alle loro effettive necessità, opera una classifica dei contenuti tenendo in considerazione circa 200 parametri.

Così facendo, il motore di ricerca Google, il nostro bibliotecario virtuale, è in grado di consigliare il lettore, portando nelle prime pagine i contenuti che, sulla base della sua esperienza, ritiene più idonei per soddisfare la richiesta fatta dall’internauta.

Si tratta di un vero e proprio dialogo, in cui il lettore chiede al bibliotecario Google di aiutarlo ad individuare i contenuti migliori per una determinata necessità, per una specifica ricerca.

Ma vediamo come funziona, in sintesi, il motore di ricerca Google, il nostro bibliotecario virtuale:

 

Archivio